Dallo scorso 8 agosto 2025 la RAI è in condizione di infrazione per l’Unione Europea e non può ricevere finanziamenti pubblici.
La notizia sarebbe questa: “se la RAI nel 2027, quando scade la convenzione con lo Stato per ottenere l’incarico di realizzare il Servizio Pubblico, avrà ancora la struttura dettata dalla attuale normativa, non potrà ricevere risorse pubbliche, secondo l’UNIONE EUROPEA”. Il nostro Governo potrà anche non rispettare la regola, ma questo evento “non ci farà bene come Paese”… sarà un altro passo della nostra Nazione al di fuori della UE. Le cose stanno così e non solo da oggi.
Ho appreso da Stefano Balassone, Presidente operativo dell’Associazione Articolo Quinto (ne ho parlato in questo articolo), che la RAI, dopo l’8 agosto 2025 è in condizione di infrazione, perché non si è preoccupata di conseguire le caratteristiche stabilite dai 27 Paesi che compongono il Governo Europeo per essere un Servizio Pubblico affidabile e quindi indipendente.
Nel gennaio 2026 Art. 5 ha risposto ad una consultazione del “Dipartimento Antitrust Europeo” in merito ai criteri fin qui seguiti per evitare turbative di mercato nel campo della “Broadcasting Communication”. In sostanza le risposte che Articolo 5 ha dato stanno a dire che dopo l’approvazione nel 2024 dell’EMFA (Regolamento Europeo per la Libertà dei Media) un’Azienda di “media” statali, se non viene adeguata alle garanzie di cui all’Art.5 EMFA non ha diritto ad alcun finanziamento pubblico.
L’articolo 5 del Regolamento prevede infatti che, come condizione per l’uso di pubblico denaro, il Servizio Pubblico sia “indipendente” (cioè non dipenda né dal Governo né dal Parlamento) e, inoltre, che il finanziamento debba essere garantito su base pluriennale e irrevocabile per evitare ricatti finanziari.
Questa risposta è stata inviata anche alla “Commissione Connect” presso la quale giace l’esposto che Articolo Quinto ha formulato l’8 agosto quando la RAI è entrata in condizione di infrazione. La UE ha chiesto al Servizio Pubblico di essere indipendente dal Governo e dal Parlamento e quindi non dipendere non solo per i contenuti, ma anche e soprattutto dalle loro risorse economiche.


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