Dal leggendario e irripetibile “spettacolo in bianco e nero” (anche con attrazioni e personaggi selezionati nelle Capitali dello showbiz) come si è arrivati al “gameshow” e al format di successo?

Ho visto, ho partecipato nella stanza del Direttore, a progetti di spettacolo ideati a tavolino, con sceneggiatura già scritta come per un film: una parodia pensata soprattutto per un attore teatrale sulla cresta dell’onda, scelto soprattutto nello spettacolo leggero (così la TV di Bernabei 1961-74 ancora in regime di monopolio). In questo periodo, anzi prima di Bernabei nasce CANZONISSIMA (1958), il varietà musicale più Pop della Rai legato alla Lotteria Italia.

Per 12 anni è stato l’appuntamento familiare del “sabato sera”; è proprio Pippo Baudo a chiudere questo capitolo nel 1979. Nel 1975 c’è la grande riforma del Servizio Pubblico (maturata dalla crisi del 68 e degli anni 70): la RAI è articolata su 3 Reti (autonome l’una dall’altra) e quindi pianifica la produzione dello spettacolo in 5 giorni di Studio per puntata. Il nuovo e rigido modulo di produzione chiedeva di fatto un personaggio con carisma, ma anche un uomo di mestiere capace di ideare e di guidare la “costruzione” dello spettacolo. Pippo Baudo fu il personaggio esemplare di quel periodo: un’idea di intrattenimento, l’ospite musicale del momento, il balletto e lo sketch; sono molto ricercati i comici (Benigni, Grillo e il Trio) che fanno la differenza nel gradimento del pubblico.

Con l’ingaggio di Baudo e della Carrà in Mediaset c’è la risposta avventurosa, ma vincente del FANTASTICO 8 di Adriano Celentano, Enrico Montesano prolunga, nell’edizione successiva, l’alto gradimento del pubblico per lo spettacolo della Rai. Fantastico, pensato per recuperare il grande consenso popolare di Canzonissima, entra invece in crisi irreversibile e finisce tristemente nel 1997/98 con “Fantastico Enrico”. La battuta d’arresto fu radicale: l’emergenza fu risolta con il “game show” di Michele Guardì: EUROPA,EUROPA dal 1988 al 90 e con SCOMMETTIAMO CHE? un programma che al Teatro delle Vittorie ottiene un buon ascolto, non solo per le spettacolari esibizioni, ma soprattutto per la simpatica intesa dell’indimenticabile Fabrizio Frizzi con Milly Carlucci (1991).

Nel 1993 arrivano i “Professori” e cancellano il Cabaret di Pingitore che aveva prodotto, con ascolti di rilievo, 80 e più serate. Lo spettacolo viene recuperato dall’intellettuale Angelo Guglielmi direttore di Rai 3, che convince il vertice aziendale della decisione sbagliata: infatti dal 1988 al 1994 il “sabato sera” era stato di Oreste Lionello, Leo Gullotta e Pippo Franco; il titolo “BUCCE DI BANANA” (1994) ricorda il passo falso della Rai e annuncia che la Compagnia di Pingitore avrebbe lavorato per Mediaset. Il 1995 è GRILLO SHOW. Ma l’esperienza nuova, la sperimentazione che vedrà un seguito interessante viene nel 1997 da Fabio Fazio che con Claudio Baglioni realizza in RAI 2 “ANIMA MIA”.

Si ritorna quindi allo show con Bibi Ballandi che su Rai 1 realizza “LA BELLA E LA BESTIA” con Lucio Dalla e Sabrina Ferilli (2002). Seguiranno il mondo di Renato Zero, di Gianni Morandi, di Giorgio Panariello e di altri. Per ultimo arriva Fiorello (2001) con alcuni grandi spettacoli che ricordano il mood e lo schema dell’ epoca d’oro. Poi si pente e si rifugia in orari insoliti senza competitor: è geniale, potenzialmente unico per i talenti artistici che dimostra, ma non disposto a confrontarsi con i rischi del “sabato sera”. L’8 gennaio 2005, adattato da un format della BBC, Milly Carlucci propone “BALLANDO CON LE STELLE”, un dance show con 12 coppie di personaggi noti che impagina grandi coreografie (ideate dai maestri di ballo) con la vita dei protagonisti in gara. Nel 2026 questo appuntamento è alla sua ventesima edizione. La Carlucci, impavida, si impossessa del logo di CANZONISSIMA e il 21 marzo tenta un’edizione 2026 a 68 anni dalla prima puntata. Lo spettacolo nella sua articolazione scimmiotta “Ballando” e, come si poteva immaginare, non suscita le emozioni e il divertimento dell’originale.

Nella foto: Alberto Sordi e Raffaella Carrà ballano il tuca tuca nella ottava puntata di Canzonissima edizione 1971 (autore: Eros Macchi).