Dal prossimo 21 marzo torna in tv un programma che ha fatto la storia della Rai e ha rappresentanto un modello per il varietà televisivo.

Che cosa era Canzonissima?
Una gara canora inframezzata da sketch, balletti con comici e/o soubrette.

Canzonissima andò in onda dal 22 ottobre 1958 sul Programma Nazionale alle ore 21 per 19 edizioni per un totale 158 puntate in onda per 12 anni (non aveva competitor nel sistema televisivo di allora).
La nuova edizione andrà in onda il 21 marzo 2026 su RAI 1 alle ore 21:30 per 6 puntate (la trasmissione si confronterà con l’attuale offerta TV).

Si disse che Canzonissima è lo spettacolo più longevo e più significativo della televisione italiana. Aldo Grasso ha scritto che Canzonissima è “…la peculiarità tutta italiana di utilizzare le canzonette per costruire trasmissioni capaci di coinvolgere il grande pubblico”.

Fu la sintesi e il modello di paragone del Varietà televisivo italiano, prima della riforma del 1975.

L’impegno della nuova Canzonissima nel palinsesto (sabato 21 marzo alle 21:30) comunque, ad un mese dal 76° Festival della Canzone Italiana (24-28 febbraio scorso), non sarà facile.

Milly Carlucci sarà inevitabilmente confrontata con Delia Scala e Raffaella Carrà che non solo condussero con ritmo e leggerezza, ma dimostrarono anzi confermarono di saper cantare e ballare.
Ci sarà una giuria di qualità (5 esperti), speriamo non di giornalisti, ma di persone o di artisti che hanno un rapporto vero con la musica. “Ballando” ha dimostrato che, al di là della prestazione, colpisce l’interesse del pubblico il giudizio sui personaggi in gara e, solo in un secondo momento, quello sulle esibizioni. Qui gli interpreti però non sono protagonisti di un’esperienza di vita.

Mi auguro che siano in gara le canzoni e non i cantanti (12 interpreti fissi) che, a parte Sanremo, non amano confrontarsi fra loro. Ne consegue che non ci saranno polemiche come quelle tra Gianni Morandi e Claudio Villa e fra Iva Zanicchi o Ornella Vanoni. Il pubblico del 2026 invece non sarà divisivo come allora e prevedo che non si appassionerà nel sostenere l’uno o l’altra.

Canzonissima richiedeva il giudizio del pubblico con le cartoline, qui ci sarà il televoto.

Contribuirono a motivare, approfondire e allargare il consenso del pubblico, alcuni accadimenti:

  • Le polemiche coinvolsero gli italiani come al “bar dello sport” sul calcio o come per le vicende politiche.
  • La presenza divertente, leggera e comica di Paolo Panelli e Nino Manfredi (il barista ciociaro di Bastian “fusse che fusse la vorta bona”) che affiancarono Delia Scala.
  • Nel 1962 lo scandalo della censura a Dario Fo e Franca Rame (Canzonissima fu sospesa dall’anno successivo fino al 1968).
  • Nel 1970 l’ammiccamento del tuca-tuca e dell’ombelico di Raffaella Carrà ballando con Alberto Sordi.

Il momento, il periodo della contestazione (1968-70) ha decretato la fine di Canzonissima. Per completezza di informazione nella storia della RAI ci furono almeno 2 remake: Lascia o Raddoppia e Rischia tutto… non furono successi.

Del ritorno di Canzonissima dopo 50 anni ne ha parlato in un interessante articolo, corredato da una bella immagine d’archivio, la giornalista Giovanna Gallo sul magazine ELLE (leggi l’articolo).

Nella foto: Paolo Panelli, Delia Scala e Nino Manfredi in Canzonissima (1959) © Wikipedia.