Il presidente dell’associazione, Stefano Balassone, ha sintetizzato le principali attività a due anni dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo per la Libertà dei Media e dalla contemporanea costituzione di Articolo Quinto, nata per promuovere l’attuazione della “indipendenza editoriale e funzionale” che il Regolamento stesso ha prescritto.

Ad aprile 2026 saranno due anni dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo per la Libertà dei Media e dalla contemporanea costituzione di Articolo Quinto, nato per promuovere l’attuazione della “indipendenza editoriale e funzionale” ivi prescritta.

Bilancio dell’attività (al di là dell’intensa convegnistica):

1) Norme di attuazione: supporto tecnico alle forze politiche che lo hanno richiesto. In pratica, a partire da giugno 2025 abbiamo collaborato con l’insieme delle Opposizioni per la stesura delle norme di attuazione dell’articolo 5. Il risultato è costituito da 13 emendamenti depositati unitariamente dalle Opposizioni presso l’VIII Commissione Senato in cui la questione della riforma è incardinata. Il testo ovviamente è pubblico e immediatamente pubblicato anche dal sito associativo art5.it. Abbiamo offerto per iscritto la nostra collaborazione anche ai Partiti di Maggioranza, ma senza raccogliere, ad ora, manifestazioni d’interesse.

2) Infrazione: alla scadenza prevista dal Regolamento abbiamo presentato alla Commissione Europea, Direzione Connect un esposto-denuncia (vedi art5.it) per la mancata emanazione di norme attuative dell’articolo 5 del Regolamento e a febbraio abbiamo integrato (vedi art5.it) il medesimo esposto circa l’illegittimità del taglio di 10 milioni dei proventi del canone a danno della Rai effettuato, al solito, con la legge Finanziaria e al di fuori delle prescritte garanzie di stabilità e prevedibilità pluriennale.

3) Elezioni Politiche: formulato (26 marzo 2026) l’allegato comunicato che chiede alle forze politiche di esplicitare nei programmi elettorali (e quindi prima di sapere se si troveranno al Governo o all’Opposizione) se e con quali norme (in dettaglio) intendano attuare l’Articolo Quinto, cioè la Riforma della Rai. Nel contempo restiamo a disposizione per eventuali consulenze richieste nel residuo dell’attuale legislatura. Segnaliamo che, uscito il nostro comunicato nel primo pomeriggio del 26 marzo, nel corso del talk serale Piazza Pulita su La7 la Segretaria del PD, a richiesta del conduttore, ha confermato l’adesione ai 13 emendamenti sub 1 firmati unitariamente dalle Opposizioni (il programma è visibile in rete e il momento indicato si trova circa al minuto 150).

Stefano Balassone, Presidente Articolo Quinto

Di seguito il lancio dell’ANSA a seguito del comunicato dell’Associazione:

ANSA h 15 26 marzo

Articolo Quinto, ‘i partiti si esprimano sull’indipendenza Rai prima del voto’
“L’Italia dall’8 agosto 2025 è in condizione d’infrazione europea”

(ANSA) – ROMA, 26 MAR – “Il referendum costituzionale ha rimarcato il favore dei cittadini per la separazione dei tre poteri istituzionali e, di certo, anche il Quarto, cioè l’Informazione, tanto più nel mondo digitale attuale. In totale contrasto accade che l’Italia dall’8 agosto 2025 sia attardata in condizione d’infrazione non avendo attuato la indipendenza funzionale ed editoriale della Rai, così come la impone e la delinea l’articolo 5 del Regolamento Europeo del 2024”. Lo rimarca l’Associazione Ets Articolo Quinto, presieduta da Stefano Balassone, chiedendo che, in vista delle elezioni politiche, “ogni programma di singolo partito o di schieramento metta nero su bianco il Disegno di Legge di attuazione dell’articolo 5 del Regolamento europeo che approverebbe a ruota della eventuale vittoria elettorale”. (ANSA).


Lascia un commento