Negli anni tra il 1979 e il 1981 abbiamo avuto in Italia il privilegio di vivere una stagione musicalmente indimenticabile.
Il cielo bruciava di stelle (Gino Castaldo):
De André, Dalla, Vasco, Battisti, De Gregori, Pino Daniele, Guccini, Rino Gaetano, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Paolo Conte, Giorgio Gaber, Roberto Vecchioni, Raffaella Carrà, Antonello Venditti, Mia Martini, Loredana Bertè, Peppino Di Capri e sicuramente altri…
“Si punzecchiavano, si sfidavano, sotto sotto si amavano… si percepiva l’emergere di una nuova consapevolezza generazionale. Gli eredi di quel Rinascimento stavano assaporando il gusto emozionale e rischioso del potere che il ruolo conferiva loro. Non era mai successo che una fascia così grande della popolazione delegasse a una generazione di cantautori il compito di raccogliere le tracce di un sentimento collettivo.” (Gino Castaldo)
Per me che lavoravo in TV dal 1987 al 2000 fu importante “rivoluzionare” la proposta di musica. Il tentativo, assolutamente incompiuto, non portò ad una programmazione sistematica come richiedeva e richiede la musica che vive ogni giorno con noi. Non fui sostenuto dalla Struttura Amministrativa (i budget dell’azienda) e da direttori di Rete come Carlo Fuscagni che ritenevano la musica una risorsa marginale rispetto a quelle tradizionali dello spettacolo… Non c’era più Carlo Livi, VDG con il quale abbiamo realizzato i tre Grandi Concerti Rock che hanno fatto la storia di quel periodo (1987-89).
La musica che abbiamo conosciuto e amato nel ‘900 è ancora viva? Ha concluso, in altre parole, il suo ciclo evolutivo (com’è stato dalla canzone melodica a quella dei cantautori) lasciando invece spazio ad un misterioso orizzonte… sarà questo capace di emozionare, unire e resistere nel tempo, capace cioè di restituire alla musica la sua dimensione più autentica?
“Come è evidente a tutti la musica (da un punto di vista pienamente letterale) non è finita e, per fortuna, non potrà mai finire. Ma può essere ferita a morte, questo sì, e tutti noi dovremmo cercare di salvarla”. (Gino Castaldo)
In altre parole è in atto una trasformazione che non riguarda solo i suoni, ma intacca l’intero processo creativo (il modo di produzione, di distribuzione e di consumo) dall’analogico al digitale, dai vinili alle piattaforme di streaming fino all’irrompere dell’intelligenza artificiale. La domanda che noi ci siamo fatti è sempre la stessa… Ma è davvero la fine di un’era o l’inizio di qualcosa di completamente nuovo?
(Vedi la “comunicazione integrata” di Riccardo Corato; il suo documento che racconta la marcia per la “rivoluzione” e i grandi Concerti Rock; infine il mio file sulle news musicali).
“Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno… che inutile serata, amore mio… un minuto è lungo da morire se non è vissuto insieme a te, non buttare via così la speranza di un amore”
Ornella Vanoni (Califano/Salerno/Bindi)

